A zonzo per un'Ancona che
non c'è più: |
Vi era una breve spiaggia sassosa poi una zona di scogli che rapidamente prendeva profondità sentita. Sullo sfondo era il gruppo formato dai tre scogli maggiori: San Clemente, San Clementino e la Volpe. Il nome di San Clemente e di San Clementino sono di facile derivazione: ricordano l'omonima chiesa che nella seconda metà del Cinquecento era ancora in piedi, anche s eviene prescritto che doveva essere rinnovato il tetto e si fa presente che per arrivarvi bisogna aspettare la bassa marea. Poi, senza saper precisamente quando, la chiesa sparisce e si formano i tre scogli principali con altri meno voluminosi. La chiesa, secondo la tradizione, era stata eretta sui resti di un tempio dedicato a Diomede, appartenente quindi al periodo pre-romano. Più
difficile è trovare la derivazione del nome dello scoglio della
Volpe. Secondo uno storico francese il porto principale era chiamato
'vulpulum' mentre quello secondario o adibito a cantiere navale era detto
Arcina, da cui poi deriverà Arsenale. Escluso quindi ogni
riferimento all'animale, è da ritenersi che il nome di Scoglio della
Volpe sia quanto rimane della memoria dell'antico porto romano. Da "Ancona dentro le mura" di Vincenzo Pirani - Bagaloni Editore - Ancona 1979 - Torna all'indice di Pirani |